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Numero 2 del 2025 - Chi l'ha detto che non si può? Educatori professionali socio-pedagogici e pedagogisti nei servizi socio-sanitari e della salute
V. 1 N. 02 (2025)Il numero monografico della rivista è dedicato alla presenza e al ruolo degli educatori professionali socio-pedagogici e dei pedagogisti nei servizi socio-sanitari e della salute.
L’editoriale evidenzia la necessità di valorizzare l’esperienza concreta come fonte di conoscenza pedagogica e professionale.
La rivista si propone come spazio di confronto e condivisione tra professionisti impegnati nei diversi contesti educativi e di cura.
I contributi approfondiscono il valore della relazione educativa nei percorsi di salute, benessere e inclusione.
Vengono presentate esperienze sul campo, come interventi di salute mentale di comunità e pratiche educative nei servizi territoriali.
Alcuni articoli rileggono criticamente temi complessi, come l’iperattività e i disturbi dell’attenzione, da una prospettiva pedagogica.
Sono inoltre esplorate metodologie innovative applicate nei contesti socio-sanitari, tra cui teatroterapia, medicina narrativa e approcci neuro-pedagogici.
Ampio spazio è dedicato al riconoscimento normativo e al ruolo professionale degli educatori nei sistemi sanitari pubblici.
I contributi evidenziano il lavoro in équipe multidisciplinare e l’integrazione tra ambito educativo e sanitario.
Nel complesso, il numero promuove una visione della pedagogia come risorsa fondamentale per la qualità dei servizi e per la costruzione di percorsi di cura centrati sulla persona. -
Numero 01 del 2025. La pedagogia come scienza ed esperienza
V. 1 N. 01 (2025)Il numero 01/2025 di Quaderni di pedagogia e pratiche educative si concentra sul tema della pedagogia come scienza ed esperienza, proponendo una riflessione che intreccia teoria e pratica educativa.
Il volume si apre con editoriali che affrontano questioni attuali, come le modifiche alla Legge 55/2024 e il loro impatto sulla professione educativa.
Particolare attenzione è dedicata alla NeuroPedagogia, intesa come prospettiva interdisciplinare capace di integrare dimensioni biologiche, sociali e formative.
I contributi scientifici approfondiscono temi centrali come l’ascolto, la relazione educativa e il rifiuto delle etichette riduttive nella comprensione della persona.
Emergono inoltre ricerche sul campo, come quella sulla comunità Sinti di Trieste, che evidenziano dinamiche di inclusione, marginalità e resilienza educativa.
Il numero valorizza approcci pedagogici innovativi, tra cui il playful learning e l’uso del gioco come strumento di inclusione.
Viene posta attenzione anche alla formazione degli educatori e dei pedagogisti nel nuovo contesto professionale e normativo.
Il dialogo tra ricerca e pratica attraversa l’intero volume, offrendo strumenti operativi per contesti educativi diversi.
Sono presenti recensioni di testi recenti che arricchiscono il dibattito sulla scuola inclusiva e sul ruolo della famiglia.
Nel complesso, il numero propone una visione della pedagogia come disciplina viva, capace di rispondere alle sfide contemporanee educative e sociali.