Il caso Trieste. I ricreatori

Autori

  • Gianluca Marcon Autore

DOI:

https://doi.org/10.5281/zenodo.19782964

Parole chiave:

educazione, irredentismo, ricreatori, Trieste, normativa

Abstract

Il capitolo analizza la nascita e l’evoluzione dei ricreatori comunali di Trieste, istituzioni parascolastiche sorte all’inizio del Novecento con finalità educative, sociali e politiche. Ricostruisce il contesto storico multietnico della città e approfondisce il ruolo di Nicolò Cobolli, evidenziando l’intreccio fra pedagogia positivista, igiene, metodo scientifico e obiettivi irredentisti. L’istituzione dei ricreatori rispondeva alla necessità di offrire ai giovani delle classi popolari un’alternativa alla strada, integrando scuola, sport, arti e attività manuali. La seconda parte esamina l’evoluzione del servizio e l’impatto delle recenti normative (Legge 205/2017 e Legge 55/2024) sul riconoscimento della figura dell’educatore socio-pedagogico, discutendo la conformità dei concorsi pubblici del Comune di Trieste. Emergono criticità in termini di requisiti di accesso e allineamento alle disposizioni nazionali. Il contributo conclude sottolineando la necessità di un pieno allineamento tra politiche locali e quadro statale per garantire un servizio educativo di qualità, inclusivo e rispettoso delle professionalità riconosciute. 

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Pubblicato

05.05.2026

Come citare

Il caso Trieste. I ricreatori . (2026). Quaderni Di Pedagogia E Pratiche Educative, 1(01), 30-40. https://doi.org/10.5281/zenodo.19782964

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